pondelok, 9. mája 2011

Che ci resta della tua beatificazione, caro Santo Padre?

Vi pare molto presto, forse pure ardito, porre questa domanda solo una sola settimana dopo la beatificazione del nostro Papa Giovanni Paolo II? Allora giudicatemi tranquillamente da troppo ardito. Però io il ragione lo ho. Percorrendo Borgo Santo Spirito, subito dopo la messa di beatificazione, pensassi che quel caos dei rifiuti sotto i piedi – non dimentichiamo, c’èra più di un milione di persone, sarebbe rimasto fin altro giorno. Invece già nella stessa sera si è verificato l’opposto. Davanti i miei occhi. Così, dopo dei bei sette giorni, vorrei giocare con la frase: rimarrà ciò che è più stabile, costante, persino incancellabile. Eterno.

Sicuramente al primo posto, benché forse non tanto perpetua, si trovi la domanda della canonizzazione. Molti siamo curiosi quando avverrà. In una notizia del 2 maggio ho letto, che il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha espresso la sua speranza di tempo molto breve. Mons. Slawomir Oder, postulatore della causa, alla mia domanda nel 1 aprile alla Pontificia Università della Santa Croce a Roma, ha risposto, che ci vuole un altro, vuol dire secondo, miracolo, riconosciuto dalla Santa Sede. Speriamo. Secondo lo stesso Oder le nuove denunce delle grazie non mancano.


Intanto che i competenti si sforzeranno a condurre a perfezione la causa, in Basilica di San Pietro non si ferma il flusso della gente davanti l’altare nella cappella di San Sebastiano. Lì riposa il nuovo beato Papa. Ê sicuro, che la domanda della canonizzazione sparisce, forse dopo un paio d’anni. Rimarranno però in eterno le preghiere. Quelle nascoste dentro i cuori, pure quelle espresse sui foglietti dai fedeli di tutto il mondo. Ogni giorno ce ne sono tante. I foglietti, una volta messi davanti la cassa di Karol Wojtyla, vengono poi lette in preghiera dalle suore contemplative. E per questo son sicuro che rimarranno incancellabile davanti lo sguardo di Dio, per dar frutto sotto la forma della grazia, capace di trasformare la vita personale. Ed è quella che è eterna. Eccolo, il più incancellabile “resto”. Per amichevole intercessione del nostro amato beato, e santo subito.

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